Nuova iniziativa a favore
delle adozioni di cani e gatti
ospitati presso rifugi e strutture di associazioni private.
Di fronte al numero sempre più elevato di cani e gatti abbandonati, o randagi, che vengono accolti nelle strutture gestite da privati e associazioni animaliste la soluzione più valida è quella delle adozioni. Gran parte di queste organizzazioni, infatti, non dispone di fondi sufficienti a mantenere i tanti ospiti a "quattro zampe" che affollano i loro box e l'unico modo di dare loro un aiuto, oltre a quello economico, rimane la possibilità di procurare una famiglia e un tetto agli animali ospitati, altrimenti destinati a vivere senza un preciso affetto e a gravare sul bilancio di chi si prodiga per il loro mantenimento.
Riguardo a questo concetto, molto importante degli animali abbandonati e del randagismo in Italia, vi è poi un'altra considerazione da non trascurare: il grande affetto di un cane o di un gatto abbandonato, e costretto a vivere in un rifugio, che si sprigiona verso chi lo accoglie in casa, facendogli sentire il calore di una "famiglia".
In Italia, secondo le ultime stime, ogni anno vengono abbandonati circa 350 mila animali, di cui 250 mila cani e 200 mila gatti. Si tratta di cifre approssimative che, purtroppo, sono state ricavate da dati raccolti presso canili e rifugi e quindi suscettibili di un notevole aumento visto che gran parte degli animali randagi continuano ad essere tali poiché non vengono raccolti dalle varie strutture. E' comunque un problema molto grave che dovrebbe essere risolto non solo incrementando le adozioni ma anche con un'adeguata sensibilizzazione tra l'opinione pubblica per la sterilizzazione dei nostri "amici a quattro zampe".

Ebbene, per quanto concerne le adozioni, ossia per incentivare tale pratica, la SIDOS lancia un'altra interessante iniziativa.
Chi adotterà un cane o un gatto presso una delle associazioni che gestiscono i rifugi per animali abbandonati, riportate nelle pagine centrali di questo giornale, potrà scegliere fra tre possibilità:
- ritirare presso il rifugio, dove si prende in adozione l'animale, un quantitativo di cibo per l'animale stesso pari all'importo di 30 euro;
- ritirare, sempre per lo stesso importo, dei medicinali (vaccini o altro) per l'animale che viene adottato;
- fornire il proprio recapito ai responsabili del rifugio, per ricevere direttamente a casa, dalla SIDOS, un assegno di 30 euro per l'acquisto di prodotti alimentari (o altro) necessari al mantenimento dell'animale nel primo mese di adozione.
Si tratta naturalmente di un contributo simbolico, ma comunque utile ai “nuovi proprietari”, per l'acquisto di alimenti nel primo mese di adozione di un animale abbandonato.
Un riconoscimento, questo, molto importante della SIDOS verso chi dimostra di amare "con i fatti" gli animali e non solo a parole e che, nello stesso tempo, esprime l'impegno di questa organizzazione editoriale verso il rispetto della natura e non solo, sensibile ai vari problemi che coinvolgono la società giorno dopo giorno e che possono essere superati con la solidarietà di ognuno di noi.
Fabio Fioravanti



Abbandono e Randagismo
Un fenomeno da combattere
Il tanto condannato, crudele e discusso fenomeno dell’abbandono degli animali continua... e alla grande! Di conseguenza, viene alimentato il randagismo e con esso le speculazioni sugli aiuti che l’amministrazione pubblica locale elargisce ai cosiddetti “paladini degli animali abbandonati”, che con la gestione di rifugi, canili e gattili vari riescono a realizzare un business stimato intorno ai 500 miliardi complessivi di vecchie lire e, nello stesso tempo, a rendere ancora più grama la vita dei malcapitati quadrupedi che finiscono ospiti in tali strutture.
In prossimità della stagione estiva, proprio per combattere il triste fenomeno degli abbandoni, ogni anno ricomincia il bombardamento delle campagne pubblicitarie sui media televisivi, radiofonici e della carta stampata, a suon di slogan più o meno ad effetto.
Quando, poi, l’estate finisce e si traggono le conclusioni dalle rilevazioni effettuate attraverso canili, rifugi e ambulatori veterinari, ci si accorge che tutto è rimasto come prima e l’essere umano, perlomeno quello italico, è sempre lo stesso: centinaia e centinaia di animali, tra cani e gatti, ancora una volta finiti dalle quattro mura sul marciapiede o lungo i bordi di un’autostrada, per le esigenze vacanziere dei loro proprietari.
Ed ogni volta è una girandola di cifre, poiché è senz’altro impossibile risalire a dati certi, o quantomeno affidabili, sul numero degli animali che sono stati abbandonati. Comunque, verosimili o no, le cifre che vengono di volta in volta pubblicate sugli abbandoni rivelano che questo fenomeno è ancora molto diffuso nel nostro paese. E questo non va certamente a favore di un giudizio positivo sul grado di civiltà raggiunto dagli italiani, almeno per quanto riguarda il rispetto della natura e di tutto quello che ne consegue.

A nulla sono valse, almeno fino ad oggi, le norme sulla sicurezza degli animali, che prevedono tra l’altro l’arresto fino ad un anno o un’ammenda da 1.000 a 10.000 euro per chi abbandona un animale. Oltre alle campagne pubblicitarie e alle disposizioni di legge, occorrerebbe forse una maggiore “elasticità mentale” da parte di tutti nell’accettare la presenza di un animale in casa, il superamento di tanti pregiudizi e pò più di amore verso i nostri amici cani e gatti.
C.M.M.